Javier Moro è autore di grandi epopee come Senderos de libertad (Planeta/Seix Barral, 1992) in cui si racconta la lotta per la difesa della foresta amazzonica; El pie de Jaipur, (Planeta/Seix Barral, 1995) una commovente storia che si focalizza sulla capacità dell’uomo di superare se stesso; Le montagne del Buddha (Mondadori, 1999) il risultato di due anni di ricerca trascorsi in Tibet, Nepal e in India, che è una testimonianza indispensabile sul dramma tibetano. Nel 2001 ha pubblicato Mezzanotte e cinque a Bhopal (Mondadori, 2003 ) la storia della più grande catastrofe industriale di tutti i tempi, in collaborazione con Dominique Lapierre. Nel 2005, Passione indiana (Mondadori, 2006), la vita della ballerina spagnola che si sposò con il Maharajah di Kapurthala, libro che ha affascinato più di un milione di lettori in Spagna e che è stato tradotto in 17 lingue.  Adesso ritorna, con Il sari rosso (Il saggiatore, 2009), un romanzo inspirato nella vera storia di un’italiana, Sonia Gandhi, che si intreccia con le vicende della famiglia Nehru-Gandhi, e ci trasporta in una India affascinante e turbolenta, in pieno processo di cambiamento.

Javier Moro è autore di grandi epopee come Senderos de libertad (Planeta/Seix Barral, 1992) in cui si racconta la lotta per la difesa della foresta amazzonica; El pie de Jaipur, (Planeta/Seix Barral, 1995) una commovente storia che si focalizza sulla capacità dell’uomo di superare se stesso; Le montagne del Buddha (Mondadori, 1999) il risultato di due anni di ricerca trascorsi in Tibet, Nepal e in India, che è una testimonianza indispensabile sul dramma tibetano. Nel 2001 ha pubblicato Mezzanotte e cinque a Bhopal (Mondadori, 2003 ) la storia della più grande catastrofe industriale di tutti i tempi, in collaborazione con Dominique Lapierre. Nel 2005, Passione indiana (Mondadori, 2006), la vita della ballerina spagnola che si sposò con il Maharajah di Kapurthala, libro che ha affascinato più di un milione di lettori in Spagna e che è stato tradotto in 17 lingue. Adesso ritorna, con Il sari rosso (Il saggiatore, 2009), un romanzo inspirato nella vera storia di un’italiana, Sonia Gandhi, che si intreccia con le vicende della famiglia Nehru-Gandhi, e ci trasporta in una India affascinante e turbolenta, in pieno processo di cambiamento.

Alla fine degli anni ‘50, mentre migliaia di contadini indiani vengono cacciati dalle loro terre da nugoli di insetti assassini, tre entomologi newyorkesi inventano un insetticida miracoloso. La Union Carbide, la multinazionale che lo produce, decide di impiantare una grande fabbrica nel cuore dell’India, nella splendida Bhopal. I lavori hanno inizio negli anni ‘60 e terminano nel 1980, quando la fabbrica gioiello viene finalmente inaugurata. Ma il sogno ha vita breve: il 2 dicembre 1984 la fabbrica esplode causando la morte di migliaia di persone e compromettendo gravemente la salute di molte altre, a causa delle emissioni di gas nocivi.
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Alla fine degli anni ‘50, mentre migliaia di contadini indiani vengono cacciati dalle loro terre da nugoli di insetti assassini, tre entomologi newyorkesi inventano un insetticida miracoloso. La Union Carbide, la multinazionale che lo produce, decide di impiantare una grande fabbrica nel cuore dell’India, nella splendida Bhopal. I lavori hanno inizio negli anni ‘60 e terminano nel 1980, quando la fabbrica gioiello viene finalmente inaugurata. Ma il sogno ha vita breve: il 2 dicembre 1984 la fabbrica esplode causando la morte di migliaia di persone e compromettendo gravemente la salute di molte altre, a causa delle emissioni di gas nocivi.

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Monaci buddhisti quindicenni pronti a sfidare, disarmati, gli invasori cinesi, bambini che rappresentano l’incarnazione del divino, eroi adolescenti e anziani saggi entrati nella leggenda, torturatori ed eremiti, poliziotti corrotti e guerrieri nomadi: “Le montagne del Buddha” racconta lo spirito di resistenza e la fede, la vita del Dalai Lama e l’anima del Tibet, attraverso la vera storia di due giovani donne unitesi a un gruppo di rifugiati per raggiungere le cime più alte del “Tetto del mondo”.
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Monaci buddhisti quindicenni pronti a sfidare, disarmati, gli invasori cinesi, bambini che rappresentano l’incarnazione del divino, eroi adolescenti e anziani saggi entrati nella leggenda, torturatori ed eremiti, poliziotti corrotti e guerrieri nomadi: “Le montagne del Buddha” racconta lo spirito di resistenza e la fede, la vita del Dalai Lama e l’anima del Tibet, attraverso la vera storia di due giovani donne unitesi a un gruppo di rifugiati per raggiungere le cime più alte del “Tetto del mondo”.

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